La cultura social contro la crisi

In Italia parlare di cultura in tempi di crisi significa indicare le strade attraverso le quali rinunciare alla prima, in funzione delle ristrettezze imposte dalla seconda. Questa scarsa lungimiranza è rappresentata in primis dall’incapacità di vivere la cultura, nella sua accezione metafisica, come processo di sedimentazione dell’intero patrimonio esperienziale di un individuo, ma sopratutto significa ignorare tutti quei rapporti e dati, non ultimo “L’economia della cultura in Europa” preparato per la Commissione europea, che dimostrano che il settore produce più di 654 miliardi di euro. Il settore automobilistico ne fattura 271 miliardi.

In quest’ottica diviene ancor più complicato spiegare il perché, nonostante rassicurazioni e dichiarazioni di intenti, nei fatti il Ministero dei Beni culturali ha effettuato una serie di tagli passando dai 180 milioni stanziati per la cultura nel 2011, ai 90 per il 2013/2014 e prevedendo una riduzione di ulteriori 10 milioni per il 2015.

E nonostante Unioncamere e Fondazione Symbola abbiano indicato che il sistema delle industrie culturali Italiane contribuisca per il 5,4% del PIL e dia lavoro a 1,39 milioni di persone, risulta come sempre difficoltoso riuscire a formulare una visione di insieme perché ogni ente e istituzione agisce in modo isolato e con propri dati alla mano.

Appare quindi evidente la necessità di vivere la cultura come momento di sviluppo personale ma, soprattuto, come strumento capace di impattare positivamente sulle economie del sistema paese. Questi sono i presupposti per cui risulta necessario sostenere e promuovere tutti quei fenomeni di collaborazione tra artisti, imprese, istituzioni e organizzazioni sociali.

Liberos è un’associazione che sta riuscendo a proporre questo schema in Sardegna, facendo proprio il paradigma dei social network, e ottimizzando il sistema di relazioni che intercorrono fra i diversi componenti della filiera editoriale. Un lavoro iniziato nell’estate del 2012 e che ha da subito incontrato il gradimento dei lettori e degli operatori, che si sono avvicinati con atteggiamento curioso e carico di aspettative. Liberos è anche uno dei 32 progetti arrivati alla finale del premio per la cultura CheFare, uno spazio che permette alle imprese sociali profit e nonprofit di realizzare il proprio progetto mettendo in palio 100.000 euro al vincitore, scelto fra i 5 progetti più votati entro il 13 gennaio prossimo.

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Pubblicato su Fanpage.it

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