Piccolo mondo antico, un romanzo contemporaneo.

Piccolo mondo antico è il quarto romanzo e il più noto di Antonio Fogazzaro, pubblicato nel 1895 fra Il mistero del poeta, del 1888, e Piccolo mondo moderno, del 1901. Fogazzaro, che detestava le “basse aberrazioni” della “scuola realista”, augurava all’Italia il “romanzo di gusto dei poeti”, capace “di conservare il genio del dialetto senza servile riproduzione del vero”. “L’esempio perfetto” dello “scrittore di gusto” era Manzoni, dal “sorriso benevolo e malizioso” e privilegiava “il lepore manzoniano ch’è ancora creazione di forme comiche, castigate e scelte”. 

Nel 1872 Fogazzaro era l’autore del poemetto Miranda, non aveva ancora pubblicato romanzi, ma nel discorso Dell’avvenire del romanzo in Italia si intravedono le linee di un disegno: la sua opera narrativa futura aperta al “sentimento poetico” e pervasa di spiritualità, non contaminata dal verismo, venata moderatamente di dialetto e dotata di umorismo, come sarà, in particolare, Piccolo mondo antico.

Fin dalle prime pagine l’aria fredda e umida del lago di Lugano sembra avvolgere la mente del lettore, quasi incatenandolo alle vicende di questo piccolo mondo, fatto di uomini e donne che vivono, amano, soffrono, subendo gli echi della storia, alcuni ignari di ciò che accade, altri protagonisti, altri ancora fieri della propria meschina vita fatta di avidità di cuore e di denari.

Fogazzaro unisce molti elementi narrativi in questo denso romanzo, la componente storica pur rimanendo sullo sfondo fa da tessuto connettivo di tutta la vicenda, il canovaccio su cui si stende la trama che prende vita a partire dai personaggi così ben delineati da sembrare vivi.

Ognuno di essi nell’intreccio delle loro vite non assume mai atteggiamenti non in linea con la personalità che Fogazzaro ha voluto disegnare loro addosso e allora ecco che la donna voluta come protagonista, Luisa Rigey, è moderna e forte, pronta a difendere ad ogni costo le proprie idee.

Luisa ha un carattere fiero, è intelligente, ha un modo del tutto personale di credere in Dio, la sua fede, però, non è lineare, non è indottrinata dalla Chiesa, crede, ma lo fa a modo suo e non capisce il marito che invece ne possiede una cieca, così come la madre.

I due ragazzi contraggono un matrimonio di manzoniana memoria; come Renzo e Lucia decidono di sposarsi nottetempo, col favore delle tenebre, nascosti da tutto e da tutti, ma Franco Maironi a differenza di Renzo deve combattere contro la nonna, ricca e nobile che non vede di buon occhio questo matrimonio tra un nobile e una borghese.

Le vicende che da qui si susseguono disegnano una trama fatta di tragedie e di cattiverie, di menzogne, di atti vili e spregevoli, ma a risaltare e a rimanere impressi nella mente sono i personaggi, che non sono mai descritti nel fisico, ma solo nel carattere e in modo sapiente l’autore riesce a far penetrare le loro sensazioni sotto la pelle del lettore soprattutto nelle fasi più drammatiche.

Luisa e Franco, l’amato zio Piero, l’odiata Marchesa Orsola, la dolce Maria interagiscono tra di loro in modo così semplice e naturale che pur essendo, la vicenda, ambientata in un passato remoto a noi lettori contemporanei sembra dimostrare l’universalità dell’animo umano, come i rapporti tra le persone rimangano i medesimi attraverso il tempo e lo spazio, come le tragedie possano sconvolgere le menti più razionali e come la fede possa aiutare, più della ragione, più della fantasia, più della speranza ad affrontare il dolore più grande.

Non tutto il romanzo è a tinte scure, un barlume di speranza si intravede alla fine, anche se incombe, ancora una volta lo spettro della morte e della solitudine che sembra caratterizzare la vita della povera Luisa.

La sapiente penna di Fogazzaro riesce a fondere insieme molti elementi, rimanendo su quello che può essere definito un romanzo contemporaneo, pur risentendo in qualche modo del tempo; è senza dubbio necessaria una contestualizzazione storica per comprendere a pieno i pensieri dei personaggi e, pur essendo il primo volume di una tetralogia, risulta completo, per le vicende narrate e del tutto fruibile anche come volume singolo. Una la lettura consigliata, soprattutto per come il personaggio di Luisa riesce a penetrare nella mente e a svegliare degli istinti che forse sembravano perduti!

Allievo di Giacomo Zanella, Antonio Fogazzaro ricevette un’educazione profondamente religiosa, ma per il suo temperamento irrequieto si allontanò dalla fede, alla quale tornò dopo la lettura (1873) della Philosophie du Crédo di Auguste-Alphonse Gratry. Esordì con la novella in versi Miranda (1874), cui seguì la raccolta di liriche Valsolda (1876): in entrambi i testi è evidente l’intenzione di reagire al verismo, delineando immagini vaporose e inafferrabili, sullo sfondo di una natura animata da mistiche presenze. Era così aperta la strada a Malombra (1881), il romanzo più decadente e più tipico di Fogazzaro, imperniato sul conflitto tra spirito e sensi, che assume, nell’allucinante vicenda di una reincarnazione, il tono morboso e nevrotico di tanta narrativa scapigliata. Il romanzo successivo, Daniele Cortis (1885), che racconta l’improbabile vicenda di un adulterio spirituale, mostra la spiccata preferenza di Fogazzaro per i drammi intimi di personaggi eccezionali, appartenenti alle classi elevate della società: si spiega così il suo successo, particolarmente presso il pubblico femminile di estrazione piccolo-borghese alla ricerca di evasioni dalla modesta realtà quotidiana. Dopo la raccolta Fedele e altri racconti (1887), a mezzo tra influenze romantiche e suggestioni veristiche, apparve Il mistero del poeta (1888), in cui l’ispirazione tardo-romantica trabocca in un lirismo languido, sullo sfondo di una natura nordica, tenebrosa ed enigmatica. Il recupero del realismo si verificò con Piccolo mondo antico (1895), in cui i personaggi minori si salvano dal baratro dell’inquietudine rifugiandosi in una vita calma e sonnolenta, scandita da occupazioni semplici, celebrate ritualmente, dal gioco dei tarocchi alla pesca con l’amo, dalla preghiera alla conversazione, mentre i protagonisti, nel contatto con la gente umile, acquistano credibilità umana e il loro stesso conflitto ideale si colloca armoniosamente sullo sfondo stilizzato e solenne del Risorgimento. Questo felice equilibrio veniva meno con Piccolo mondo moderno (1901), dove l’interesse “decadente” per i personaggi d’eccezione torna a distinguersi, come in Malombra, da quello veristico per il piccolo mondo provinciale, mentre la fede del protagonista vacilla, per la prima volta incrinata dal dubbio. Da tempo, in realtà, Fogazzaro cercava di risolvere il problema della conciliazione tra scienza e fede e, in tale prospettiva, aveva accettato la teoria dell’evoluzione, risolvendo in essa il conflitto tra senso e spirito, reinterpretato come lotta tra l’uomo inferiore e l’uomo dotato di una sensibilità raffinata e aristocratica (Ascensioni umane, 1899). Frutto di un equivoco fu, in gran parte, l’adesione al modernismo che, nelle sue implicazioni politico-sociali, Fogazzaro non poteva accettare integralmente, essendo un fervente sostenitore delle istituzioni della morale borghese e troppo diffidente nei confronti dello sviluppo democratico delle masse popolari. Anacronistico appare, dunque, il tentativo, compiuto da Fogazzaro nei suoi ultimi romanzi (Il santo, 1906; Leila, 1910), di applicare l’ideologia cattolico-liberale del primo Ottocento, riverniciata con l’etichetta modernista, a una realtà profondamente diversa: e il fallimento di tale tentativo (riconosciuto dallo stesso Fogazzaro, che si sottomise pubblicamente alla Chiesa dopo la condanna all’Indice del Santo) spiega a sufficienza il declino che l’opera di Fogazzaro ha registrato nel favore del pubblico e della critica, a eccezione del suo romanzo maggiore.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...