Alessio Schreiber

Le conseguenze dell'ozio

Ripensare un progetto editoriale: Produzione

Con più 60 milioni di utenti attivi al mese, Candy Crash Saga, puzzle game sviluppato da King.com, rappresenta ad oggi il più popolare passatempo fra gli utenti di smartphone e tablet.
Può sembrare una forzatura, ma è un dato che non si può non tenere in considerazione se si lavora oggi in ambito editoriale e, in particolare, se si producono libri di narrativa. Una considerazione radicata nel fatto che i principali momenti di fruizione di un libro sono rintracciabili nel nostro tempo libero. Continua a leggere
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Le conseguenze dell’ozio

In questa bella intervista, originariamente pubblicata su Le Monde-Dimanche il 16 settembre 1979 e ripresa qualche giorno fa da Doppiozero, Roland Barthes racconta la pigrizia e a questo proposito si domanda se esista, fra gli occidentali contemporanei, il ‘non far nulla’, o se la pigrizia non consista invece nello spezzare il tempo il più spesso possibile; nel diversificarlo. Una pigrizia ‘subita’ che si esprime in una diversione e nella ripetizione delle diversioni: farsi un caffè, prendere un bicchier d’acqua e così via. Escamotage attraverso i quali spezziamo il tempo nel tentativo – riuscito solo a volte – di ribadire la nostra volontà d’esserci ma ‘non decidere’. Continua a leggere

Che lavoro fai?

Capita che qui a Berlino arriva un amico, un caro amico che non vedevo ormai da qualche anno. Decidiamo di incontrarci poco distante da casa mia per poi mangiare qualcosa insieme (per gli stalker che se lo chiedono, siamo stati al Weltrestaurant Markthalle). La cena scorre tranquilla, qualche Weißbier accompagna il riepilogo degli avvenimenti che hanno caratterizzato le reciproche vite negli anni appena trascorsi finché lui non arriva alla domanda: «Ma di preciso, che lavoro fai?» Continua a leggere

Giornalismo d’inchiesta e nuovi modelli di Business

Di fronte alla crisi della carta stampata alcuni fra i Big Brand del giornalismo guardano al Citizen Journalism come parziale risposta alla scarsità di fondi, utilizzando i contenuti proposti dagli utenti come fonti primarie per la stesura dei pezzi e nel tentativo di limitare gli investimenti richiesti dal giornalismo investigativo e d’inchiesta. La qualità e l’approfondimento necessitano infatti di tempo e soldi, perché il buon giornalismo non è economico. Questo significa che – anche entro le piattaforme online – è necessario farsi pagare. Continua a leggere

#Biotext, Il codice genetico della letteratura

Ogni rivoluzione mediale prevede lo sviluppo di nuovi sistemi comunicativi sulla base di conoscenze pregresse. I primi codici rappresentavano copie speculari della precedente cultura oratoria e, similmente, la tipografia ha emulato pratiche adottate tipicamente nei manoscritti alto medievali. L’innovazione tecnologica sostiene la nascita del cinema, che nelle sue fasi embrionali imita le tecniche del teatro. Analogamente la rete, nei i primi decenni di sviluppo, ha riproposto un modus comunicazionale codificato dalla stampa in oltre cinque secoli. Cinquecento anni entro i quali, si stima, siano stati prodotti circa cento miliardi di libri, considerando le diverse edizioni e lingue. Un mondo in cui la testualità ha svolto una funzione primaria e le culture visuali e sonore hanno occupato parti da comprimarie rispetto al testo.

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Di immigrazione e salari

Sin dai tempi della rivoluzione industriale, quando cioè le migrazioni iniziarono ad assumere rilevanza crescente, ci si domanda se l’immigrazione sia un fenomeno da leggere positivamente o negativamente. Le prime conclusioni in questo senso non prospettavano un esito felice. Nel 1911 infatti, negli Stati Uniti tale dibattito si animò notevolmente quando la Commissione sull’Immigrazione concluse che i fenomeni migratori dall’estero avevano effetti negativi sul mercato del lavoro contribuendo a peggiorare le condizioni lavorative.Poco più di un secolo è passato da allora eppure l’idea semplicistica che gli extracomunitari ci portino via il lavoro permane, nei ragionamenti dei più, come un gravoso problema. Da quel 1911 gli effetti delle migrazioni sul sistema economico del paese di destinazione sono stati analizzati in letteratura economica con riferimento a diverse tematiche e a diverse aree geografiche. Continua a leggere

Artistica Mente

Lo scorso 2 maggio l’installazione Spreading Joy Around the World dell’artista olandese Florentijn Hofman è approdata (è proprio il caso di dirlo) ad Hong Kong e mi è dato immaginare che lì, come nei tanti porti fino ad oggi toccati, abbia suscitato le più diverse reazioni. Da allora, complice la mostra degli artisti vincitori del Premio Babel che ho avuto modo di visitare a Cagliari qualche giorno fa, mi interrogo insistentemente su di una questione. Mi domando cioè quale sia il labile confine fra certa arte contemporanea e alcuni discutibili rigurgiti creativi.

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